la leggenda di earthsea
AUTORE: ursula kroeber le guin
STORIA: oh, be’, sono cinque storie. nella prima il giovane sparviero gioca con la magia e dal regno delle tenebre arriva un suo doppio malvagio. nella seconda la sacerdotessa reincarnata arha viene portata via dalle tombe di atuan con un anello/bracciale magico. nella terza l’arcimago di roke e il giovane arren scoprono perché la magia su terramare sta svanendo. nella quarta tenar adotta una bambina sfigurata. nella quinta si rimettono a posto delle cose, tra le quali un certo confine piuttosto importante.
PREGI: la le guin racconta storie epiche come se fossero romanzi di formazione: ognuno dei cinque romanzi ha un diverso protagonista (solo il quinto è un po’ più corale ma, perdio, si deve chiudere una (non)saga!) che cresce e cambia. il dettaglio psicologico è notevole, anche per i personaggi che sono protagonisti di un romanzo e poi solo comparse o comprimari in uno o più seguiti. romanzi fantasy che sono stranamente fantasy e una saga che non è una saga, quindi, e questo basterebbe.
il worldbuilding è ottimo: due sole razze — umani e draghi — sorreggono il mondo abbastanza bene (mi ha fatto pensare che gli umani dei mondi multirazza hanno bisogno di non differenziarsi troppo per mantenere una propria identità di razza), non ci sono puttananate.
lo stile è pesante solo se per voi è indispensabile che un romanzo fantasy inizi con una scena d’azione, altrimenti uno si siede e si gode lo spettacolo, punto.
DIFETTI: eh, certo, quello stile annoierà un mucchio di gente. ma si tratta di gusti. non ho trovato altri difetti.
LEZIONI: si può scrivere un romanzo fantasy diverso, come ho già annotato in un post di qualche giorno fa. e nella diversità, supportata da una buona tecnica, è lo slancio er sollevarsi rispetto alla massa.
CONNESSIONI: non starò a citare suskind e il suo piccione, o un mucchio di altri testi che fantasy non sono, perché preferisco annotare una cosa.
la le guin si definisce anarchica e femminista, e i suoi libri fantasy lo sono, diciamo che sono sicuramente femministi, di quel femminismo però non stereotipico. non si tratta, detto altrimenti, di romanzi a tema la cui matrice ideologica onnipervade, ma di romanzi la cui autrice ha una solida matrice ideologica che ogni tanto emerge naturalmente dal racconto (tanto più naturalmente perché i racconti sono raccondi di individui dei quali leggiamo i pensieri e le convinzioni).
vi consiglio, quindi, se vi è piaciuto questo la leggenda di earthsea, angela carter e shery s. tepper.
VOTO: nove.

~~~ GdR ~~~

Bruno said,
Gennaio 18, 2009 @ 15:46
Finora concordo con te. Il terzo romanzo però è un po’ una sòla…
admin said,
Gennaio 19, 2009 @ 10:38
considera che il terzo, il quarto e il quinto sono quelli più strettamente legati (soprattutto gli ultimi due, praticamente due parti di un’unica storia, mentre nel terzo si gettano un mucchio di basi narrative per la conclusione della serie).
sì, comunque. complessivamente un po’ pesante (e ti chiedi: ma quand’è qui che qualcuno fa un bel massacro?)