dragonero

Immagine di Dragonero

AUTORI: luca enoch, stefano vietti, giuseppe matteoni

LINK: un bell’articolo su questo fumetto

STORIA: fantasy classico, classicissimo: un party con un cacciatore di draghi, l’amico orco e il vecchio mago, bilanciati da un’elfa, una guerriera e una tecnocrate una più arrapante dell’altra vanno a fermare un’invasione di draghi.

PREGI: disegni strepitosi. su tutto, a parte i paesaggi, ci sono le tette di ecuba, il completo di pelle nera di myrva e l’elfa sera in versione bondage a pag 170-173-174 (pensate che io sia malato e che è solo stata legata ma sarebbe stato troppo difficile disegnarla con le corde che premevano sulle tette e non le fasciavano la vita e i fianchi? possibile. ma perché il mostro che li tiene prigionieri lecca il bel visino dell’elfa e non quello dell’eroe? paura di grattarsi la lingua sulla barba sfatta?)
la storia non è granché in quanto a originalità, ma è scritta abbastanza bene da non far pesare troppo i numerosi omaggi ai classici del genere, i dialoghi sono buoni (dieci volte meglio dello standard bonelli, ma non mi stupisce, visto che vietti si è fatto le ossa sul meraviglioso hammer e che enoch se l’è fatte su sprayliz: nessuno dei due è di formazione un bonelliano duro e puro), eccetto due cadute di stile che vedremo dopo.
ottimo il rapporto tra magia e tecnologia, bellissime alcune invenzioni (nel senso di oggetti tecnologici presenti nel mondo finzionale).
insomma, non siamo ai livelli di gea, ma si tratta senza dubbio di un onesto fumetto capace di divertire.

DIFETTI: le due cadute di stile di cui sopra, a pag 20 mirva dice: dovresti conoscere già al risposta, alben… eccheccazzo. preferisco quando mi mettono un box che mi spiega le cose, lo trovo più corretto. a pag 216, ancora myrva, ad un nano al quale lei e alben devono chiedere aiuto e che in un primo momento lo nega: sei solo un irresponsabile… e lei sembra, in contrasto immagine creata nelle duecento pagine prima, una scema totale di tredici anni.
sì, quest’ultima è un po’ gratuita: a tutti capita di perdere le staffe nei momenti meno opportuni, però… potevano giocarla diversamente.
e ora passiamo al vero, unico, grosso difetto del racconto: la morte del drago, ormai libero dalla possessione, uccide istantaneamente il cattivo… eeh? ma siamo pazzi? è una sciocchezza! perché, chiedo: perché cadere così?

LEZIONI: questo fumetto dimostra che si può infarcire una storia di luoghi comuni (tutte le razze sono così classiche che di più proprio non si poteva) e omaggi e, nonostante ciò, scrivere comunque una storia godibile. al di là delle tette.

CONNESSIONI: questo fumetto sta alla fantasy tolkieniana come mars attacks! di tim burton sta alle figurine della topps degli anni sessanta, quindi è un po’ difficile capire cosa non sia connesso a dragonero in quell’ambito lì.

VOTO: sette, ma pieno pieno pieno.

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