contro. consigli per la scrittura
vengono dette molte cose sulla scrittura, i consigli si sprecano su come dovrebbe essere scritto un racconto o un romanzo: punti di vista, avverbi, aggettivi, sintassi.
visto che evidentemente quelli che danno consigli vengono invitati a feste alle quali io non vengo invitato, e soprattutto vengono pubblicati, non voglio fare il solito snob: anch’io darò i miei consigli e chissà che non venga pubblicato (be’, non io personalmente…).
il realtà, annoto due cose che mi fa piacere incontrare come lettore, spero solo che quando sarete scrittori famosi applicherete questi consigli, così leggerò cose che mi piacciono.
li ho chiamati consigli, impropriamente.
sono quattro (quattro! che ridere se il duca che disprezza utp sapesse quanto questo numero è fondamentale proprio in utp!) parole:
ragionevolezza prima di tutto, a meno che non sia una storia demenziale, dovete proporre situazioni ragionevoli all’interno del loro contesto finzionale. è tanto più importante proprio perché il lettore di fantasy deve destreggiarsi già tra elementi che ragionevoli non sono (come la magia): proporgli un oste sovrappeso che in una rissa mette al tappeto dozzine di persone tra le quali diversi guerrieri professionisti (perché un oste è forte e basta) è una sciocca crudeltà.
coerenza un storia senza particolari irragionevoli è già qualcosa, ma la storia deve anche essere coerente, cioè ogni parte della storia deve avere un motivo per stare lì, non deve poter essere tolta senza danneggiare l’architettura delle vicende. ora, non è indispensabile che tale ragione sia da subito evidente (i più grossi azzardi con utp li abbiamo fatti lasciando dei dialoghi e dei personaggi la cui presenza sarà un curioso inserto nella trama finché non sarà pubblicato il seguito, che a propria volta conterrà dei punti oscuri fino alla pubblicazione del terzo e ultimo volume), ma deve esserci e il lettore deve avere la possibilità di accedervi, prima o poi.
preparazione per me significa due cose: 1) documentarsi quando si parla di qualcosa, almeno per evitare gli errori più grossolani (le spade medievali europee non sono armi da taglio, avevano il filo solo sul debole della lama, vicino alla punta, infatti si combatteva anche tenendo la lama con la seconda mano. il cristallo non è un buon materiale per le spade); 2) conoscere il fantasy ed essere in grado di proporre qualcosa di nuovo. ad esempio qualcosa di diverso dal solito ragazzino-con-un-grande-destino.
confronto significa, banalmente, far leggere quello che si scrive a dei lettori-test ed eventualmente ad altri autori. utp, oltre a me e a manuela che però in quanto editor non siamo entrati nel merito di cosa e come fosse raccontato (semmai di come fosse detto quel che veniva raccontato), è stato letto da altre sette persone, cinque delle quali sconosciute a seymour (in realtà non tutte, ma loro non sanno chi sia veramente seymour). di queste sette persone due erano altri autori — lG non scrive fantasy e ha cassato utp in quanto opera fantasy, giovanni non scrive fantasy e lo ha moderatamente apprezzato — gli altri erano una commistione di lettori forti e deboli, di fantasy e no, o non solo.
cinque, o sette, è un numero risibile per una ricerca di mercato, ma se chiedete ad ognuno di fare solo obiezioni mirate e chiedete di dirvi solo le cose che a loro non sono piaciute potete sperare di ottenere qualcosa che migliorerà il vostro lavoro.
niente sullo stile? no, niente. a volte mi piace leggere cose lente (earthsea non passerebbe una-che-fosse-una selezione delle moderne case editrici, ma grazie a dio è stata pubblicata in altri tempi e ora la posso leggere anch’io con gran godimento), altre roba più veloce (il viaggiatore, fafhrd & gray mouser, la funke fantasy), altre ancora vie di mezzo (utp). amo la scrittura secca come di un carver prestato al fantasy (calvino. forse lo swanwick di cuore d’acciaio?), quella grassa e pastosa e barocca di moers, quella barocca e basta di gene wolf.
lo stile è l’inconfondibile voce di un autore, il suo modo di raccontarla, di dirigerla scegliendo le inquadrature e dando indicazioni ai personaggi fanno parte del gioco. normare quest’aspetto ha qualcosa di blasfemo, per me.
aggiungerei due cose:
1) starnutite molto, a quanto pare serve per scrivere ed essere pubblicati da una blasonata casa editrice torinese (comprata, come tutto, da milano).
2) leggete libri sulla lingua italiana. che leggete fantasy già lo so, lo immagino, se vi piace, ma approfondire i meccanismi e gli strumenti del vostro principale dispositivo di pensiero cosciente, la lingua, è importante. mettiamola così: se credete che in italiano solo due verbi possano essere ausiliari , se ignorate la regola che trasforma la particella mi , se per voi il verbo è la parte del discorso che serve ad esprimere un’azione … potrebbe esservi utile approfondire la vostra conoscenza della lingua italiana.
e, con questo, inauguro una miniserie di post che proporranno dei libri di linguistica da leggere. come avrebbe detto manzoni (o l’ascoli, se vogliamo stare sull’altra riva della questione della lingua): stay tuned! _L° (o anche: ;) )
~~~ GdR ~~~

Carraronan said,
Dicembre 26, 2008 @ 15:49
Ma come, il Quattro è tanto importante in UTP e poi caschi nelle liste? ^__^
I consigli sono cinque:
ragionevolezza
coerenza
preparazione
quattro
confronto
Eh! Il Quattro è il Quattro, non diventiamo blasfemi! ;-)
alladr said,
Dicembre 29, 2008 @ 00:44
un’interessante questione: se aggiungo un punto, però, la lista diventa di CINQUE elementi… devo togliere qualcosa.
ragionevolezza o coerenza? :DD
Carraronan said,
Dicembre 29, 2008 @ 12:14
Idea: si può considerare il Quattro come elemento neutro perché sempre presente in ogni lista dai 3 elementi in poi (si aggiunge il 4. Quattro), ma non da conteggiare.
Mi pare un buon compromesso tra la Fede Quattrista e il bisogno Laico di conteggiare gli elementi più significativi del discorso (anche se il Quattro rimane sempre il più importante).
alladr said,
Dicembre 30, 2008 @ 17:06
allora d’accordo: gli elementi sono quattro:
1. ragionevolezza
2. coerenza
3. preparazione
4. quattro
4. confronto
o lo dovrei numerare 5, il quin… quarto elemento?
Carraronan said,
Dicembre 30, 2008 @ 17:20
Ti insegno un trucco di raffinata teologia che io Duca, in quanto capo della Chiesa Quattrista, ho elaborato per evitare il problema:
Lista di quattro elementi:
a) ragionevolezza;
b) coerenza;
c) preparazione;
d) confronto.
In tal modo non è obbligatorio inserire il “4. Quattro” (obbligatorio in caso di “IV” e “4″, altamente consigliato in caso di assenza di numerazione[1], ma vietato in caso di “d”[2]).
Note:
1: ma non dai Quattristi Moderati
2: col “d” è blasfemo per i Quattristi Ortodossi e fuori luogo per i Moderati[3]
3: dipende però in base alla congregazione quattrista di appartenenza
alladr said,
Gennaio 2, 2009 @ 13:10
hmmm, devo pensarci un po’ su…