mentre soffia
mentre soffia un vento incredibile che ha già strappato tutti i laccetti con i quali avevo meticolosamente fissato la tenda di nylon spesso al balcone, mentre accendiamo una candela perché la luce va e viene (ma davide è stato bravo, tranquillo tranquillo al buio), mentre davide e manu sono in cucina a preparare una torta e mentre io qui ascolto via paolo fabbri 43 di guccini, stravaccato sul divano ho diana che mi dorme sul petto e penso che tra un po’ cucinerò del cous-cous con pesce e melanzane, mentre penso che appena finisce qui metterò rimmel, perché ho voglia di ascoltarmi pablo, mentre cambio idea perché ho voglia di sentire anche la fiera di san lazzaro, mentre…
negli ultimi tempi sono saltati fuori post interessanti con adeguati commenti a corredo sul tema dei libri elettronici (be’, il duca ci tiene periodicamente informati sulla vendita di ebook ma non solo, gamberetta da eoni propugna gli ebook e aveva anche prodotto un bel post tecnico (una recensione, invero), max citi ha recentemente buttato nel calderone alcune considerazioni, e mi scuso con quanti ne hanno trattato per il mio/l’altrui godimento senza che ora li possa citare a causa dei miei rinomati problemi di memoria, magari anche solo in un commento). aggiungo una citazione, dalla carta, il peraltro brutto (a me non è proprio piaciuto) libro di raffaele simone, la terza fase, che tuttavia a un certo punto si pone una domanda interessante: ci “chiediamo se scomparirà il libro come oggetto fisico, con tutto quel che ne consegue, ma cosa accadrà al libro come struttura, come modo di organizzare il racconto/sapere?”
simone parla di rete (quando scriveva il ueb-duepuntozzero non era ancora uscito, altrimenti avrebbe certamente notato che i modi di comunicazione sono così diversi da non essere in competizione) e quindi la domanda potrebbe parere fuori luogo, però secondo me non lo è, perché se alla domanda “che cosa succederà alla scrittura” hanno già risposto, nell’ordine, innis, ong e soprattutto bolter, e c’è davvero poco da aggiungere, e se l’ebook reader tende asintoticamente a quel supporto che a ragione ponte di pino definisce perfetto per la sua funzione ciò che mi incuriosisce è il ricorso all’ipod come ebook reader. voglio dire, per i tipi di libri che leggo io, che poi immagino analoghi a quelli che leggete voi, l’ipod deve essere un supporto faticosissimo: migliaia di pagine da girare (o di schermate) invece di poche centinaia, un continuo distrarre dall’attività della lettura, che è impegnativa, per quanto un libro sia scritto bene, se confrontata alla lettura, per dire, di un sms.
il punto allora diventa: cosa ne sarà del libro come forma mentis quando si inizieranno a produrre romanzi per l’ipod (o per un cellulare qualsiasi)? romanzi strutturati in lessie narrative corrispondenti a cose come i learning object (pillole di conoscenza che possono essere riutilizzate in diversi contesti formativi) con il medesimo destino (sopravvalutazione e tendenza ad usarli in tutti i dannatissimi contesti, anche in quelli nei quali i le sono soltanto fuffa controproducente)?
be’, se non diventiamo tutti scemi a causa di queste tecnologie che friggono il cervello (ah, mi pare di sentire la voce di platone che nel fedone contesta la scrittura, che rende flaccidi (di minchia) e che, interrogata, immensamente tace!), potrebbe essere un vero rinascimento della narrativa a bivi!
se volete arrivarci pronti, potete sbirciare quel che fa questo tizio (e in particolare la cosa che chiama obscura genesi).

~~~ GdR ~~~