fuzzy fasi
sembrerà che mi sono montato la testa: non ho ancora in mano il primo libro pubblicato (ma ci siamo quasi, ci siamo quasi) che già mi metto a pontificare su come si scrivono i libri.
be’, questa non è una guida, di guide ce ne sono a bizzeffe (ne ha scritta una essenziale un po’ di tempo fa gamberetta, potete partire da lì) ma questo post non è della partita. ho solo voglia di raccontare come lavoriamo noi.
e poi sì, ovviamente pontificherò, ma è una cosa che faccio praticamente sempre, è il mio fastidioso modo di essere, non dovrebbe stupirvi.
ci sono cinque fasi: appunti, schema, pre-alfa, alfa, bozze (beta), rilascio.
a seconda della persona le cose scritte vengono discusse insieme, di solito la sera quando siamo troppo stanchi per dire cose sensate oppure il pomeriggio mentre si fa altro (per esempio mentre si digerisce). seymour ama chiacchierare di quello che sta scrivendo in tutte e cinque le fasi, lG solo nella fase dello schema e degli appunti, giovanni negli appunti (ma in niente è mai arrivato oltre lo schema, quindi magari amerebbe parlare di quello che scrive in altre fasi, solo che non ho avuto modo di verificarlo).
nella prima fase (appunti) manca tutto: ci sono delle idee sparse, chiacchiere, è una fase essenzialmente di cazzeggio, brain storming o brain loitering. però è fondamentale: abbiamo cassato un mucchio di idee nate in questa fase (tra l’altro, ne riciclerò qualcuna nei prossimi post, con il tag spunti) e il confronto si è rivelato essenziale.
nel caso di utp, in cui il confronto nella fase di appunti è stato spurio e mal gestito, il primo “appunto” è stato un racconto che iniziava con il combattimento di atalcol e aessin con il lupo, nella parte cava del grande muro. e poi con la discussione sulle regole d’ingaggio degli atarur: quella, che non è una scena madre del racconto e non ne rappresenta il cuore narrativo (il nodo dei nodi nella tessitura del racconto) ne è tuttavia stato il potente seme. già c’erano tutti i temi portanti della storia e a partire da lì, in avanti e indietro abbiamo ricostruito le vicende degli atarur. è a questo che si devono i due flashback in sequenza, come una specie di zoom-in cronologico che costituiscono i paragrafi due e tre del primo capitolo; questo è stato il modello per i successivi combattimenti (decisamente cambiato nel romanzo steamfantasy che stanno scrivendo adesso) e per le svolte narrative successive, che pure sono assai più pesanti.
nel caso del romanzo steamfantasy (d’ora in poi chiamato col suo nome in codice: clg), abbiamo invece ragionato su una serie di suggestioni che da un po’ aleggiavano nei nostri discorsi: una ambientazione urbana e simil-ottocentesca, demoni di fuoco e di acqua dominati da maghi scienziati, territori inesplorati, un mondo con un emisfero perennemente immerso nelle tenebre… (un altro paio di cose che non ha senso rivelare qui…) chiacchierando abbiamo messo insieme i pezzi, aggiunto, tolto.
la storia, a grandi lineee, ha preso una specifica fisionomia.
la seconda fase, lo schema, inizia esattamente nel momento in cui, da qualche parte, esiste un documento digitale o cartaceo che descrive la storia dal punto t0 al punto tx in cui possiamo mettere la parola fine.
questa fase non è però solo la conclusione della fase precedente, perché un certo grado di raffinamento della storia viene reso necessario dalla ricerca e/o produzione di documentazione. schede dei personaggi, dei tempi, dei luoghi, del sistema magico, del livello tecnologico, mappe, disegni, elenchi di termini tecnici o specifici.
per utp ho inventato la lingua oral, dopo aver letto qualcosa degli altri glottoteti, ho tradotto dei pezzi di libro, ho inventato proverbi, modi di dire, indovinelli che solo in parte sono entrati a far parte della revisione finale (ma, all’inizio, in utp non c’era una parola che fosse una in oral), ho disegnato la mappa del viaggio degli atarur (che come sapranno alcuni è stata tolta prima della pubblicazione e forse sarà pubblicata qui su afanear), abbiamo scritto appunti su tutto quel che ci veniva in mente: dai tatuaggi alla farmacopea, dall’assetto economico e finanziario del mondo alle condizioni climatiche e alla biologia delle creature che lo popolano. perlopiù appunti disordinati, ma non solo.
ci siamo anche resi conto del fatto che anche per questi appunti è necessario avere un metodo, e il nostro metodo è diventato “scrivere ambientazioni per pyd”. tutte le informazioni essenziali ad un gioco di ruolo sono altrettanto indispensabili per ambientare una narrazione non interattiva, in fondo (poi qualcosa di importante per la storia rimane fuori dall’ambientazione, ma almeno abbiamo un testo di riferimento unico e ordinato).
per clg mi sono letto un po’ di roba sulla tecnologia navale fino al secolo scorso — navi a vapore, a turbìna, equipaggiamento, struttura –, ho stilato l’elenco dei gradi militari della marina, ho fatto disegni, schemi, scritto storie, appunti poi confluiti in paroleefuoco (duca, quando 10 minuti liberi…).
per il romanzo di lG ci siamo documentati sull’urbanistica francese alla fine del secolo scorso.
insomma, un culo così.
interessante eh, ma faticoso.
ovviamente la documentazione implica un ritorno al testo, per correggerlo ed adeguarlo al mondo finzionale di riferimento.
tale ritorno al testo è la fase pre alfa, che corrisponde alla prima stesura completa, di solito contiene orrori inimmaginabili, ingenuità, patisce le lacune della documentazione, contiene errori grammaticali, refusi, imprecazioni. è una fase breve, che culmina con un periodo di riposo durante il quale ci si concentra su altro e che precede di poco la fase alfa.
la fase alfa riunisce tutti i giri di lettura dopo la prima stesura completa, di solito contiene commenti fra autore o autori e/o alfareaders, rimandi interni che non dovrebbero esserci, tutti gli innumerevoli commenti del caso.
di solito la fase alfa è concentrata in scambi di e-mail ed è piena di codici (nei commenti) che ci servono per identificare (segnalare o trovare) i punti modificati in fretta.
questa fase completa e riprende la prealfa e lo schema, visto che parte della documentazione viene ritoccata o riscritta di brutto. qui vengono inseriti i modi di dire non elaborati prima, vengono rifiniti i tag tattici (come corsivo e grassetto; i tag strategici riguardano invece l’economia narrativa nel suo complesso: sezioni, capitoli, pagarafi…), vengono richieste spiegazioni.
pian piano le annotazioni diminuiscono in numero, arrivati a zero siamo pronti per le versioni beta.
beta: il libro è finito ma ci si deve ancora smazzare la parte di impaginazione (lavoro quasi inesistente quando lavoriamo con latex, se latex è accettato).
utp ha subito quattro beta: la prima aveva tutte le pagine dispari mischiate; la seconda era stampata troppo piccola e l’immagine di copertina doveva essere corretta; la terza aveva i numeri di pagina tutti al centro (verso il dorsetto); la quarta la sto aspettando, dovrebbe essere quella definitiva prima del rilascio.
il rilascio si spalmerà su un tempo di circa tre mesi, durante i quali utp sarà solo a pagamento (ma su lulu potrete leggere un’anteprima di circa ottanta pagine su 190, i primi due capitoli su cinque: dovreste riusci a capire se secondo voi varrà gli otto euro di listino), dopo i quali, invece, sarà scaricabile anche da qui sia in pdf che in e-book (dovrò leggermi come si fa un e-book, tra l’altro, ma mi pare di aver letto un po’ di tempo fa qualcosa sia su baionette librarie che sul peschereccio per gamberi), ovviamente gratis e intero.
perché? perché mi piace fare esperimenti, ecco tutto.
ecco, mettiamola così: da domani notte ricomincio a lavorare sull’impresona, perché mi sono proprio rotto il cazzo di smanettare senza uno straccio di risultato. la prossima volta che scriverò un post in cui citerò utp sarà per annunciare che l’ho pubblicato e che l’ho appena etichettato con la nuova release dell’impresona.
sarà il mio SOSpiro di sollievo ;)
~~~ GdR ~~~
